Valutazione del merito creditizio: gli Orientamenti 2020 dell’EBA

Valutazione del merito creditizio: gli Orientamenti 2020 dell’EBA

Valutazione del merito creditizio: gli Orientamenti 2020 dell’EBA 150 150 Giovanni Pianca

Nel 2020 vengono emanati dall’Autorità Bancaria Europea gli “Orientamenti in materia di concessione e monitoraggio dei prestiti[1] che costituiscono il complessivo contesto operativo al quale le banche devono attenersi[2] in sede di valutazione del merito creditizio, di concessione e di monitoraggio dei prestiti. Più precisamente essi dettano regole per la tracciabilità storica del processo creditizio sin dall’origine dello stesso in sede di valutazione del merito e di concessione dell’affidamento (“origination”) e poi in costanza del rapporto (“monitoring”), al fine di migliorare le prassi di affidamento bancario.

In tal senso esse dettano regole non sono in merito alle procedure interne alle banche, ma pure circa le informazioni esterne che le banche devono raccogliere dalle imprese affidate o che chiedono di essere affidate.

Queste, in estrema sintesi, alcune tra le principali novità:

  • l’analisi del merito creditizio non è più fondata sui dati storici rinvenienti dai bilanci e dalle situazioni infrannuali, ma diventano prioritari i dati previsionali e in primis quelli di natura finanziaria attraverso adeguati indici volti a catturare la verosimile capacità di rimborso degli affidamenti, su un orizzonte temporale adeguato, coerente con la durata di questi;
  • ancora prima la banca deve raccogliere dall’impresa-cliente informazioni di tipo qualitativo che diano evidenza della messa in opera degli adeguati assetti e quindi dell’organizzazione dell’impresa (organigramma, poteri, deleghe, funzioni, procedura) e che tali assetti si articolino in strumenti e procedure che ancor prima dell’andamento previsionale dell’impresa, diano evidenza della strategia della stessa e dell’associato business model, della relazione tra questi e i flussi di cassa, definendo i rischi aziendali, di settore e del contesto macroeconomico[3];
  • in questo modo acquistano rilevanza le risultanze delle analisi di scenario in termini di effetti di variazioni delle condizioni macroeconomiche e ambientali sul merito creditizio;
  • vengono introdotti i fattori ESG di prestazione ambientale, sociale e di governance che quindi avranno sempre più rilievo nei processi di erogazione e monitoraggio del credito[4] ;
  • vengono introdotti ben 22 indicatori di monitoraggio del rischio in ottica previsionale.

[1] EBA, “Final Report – Guidelines on loan origination and monitoring” (in www.eba.europa.eu/sites/ default/ documents/files/ document_library/Publications). Tali orientamenti sono entrati in vigore: il 30 giugno 2021 per i prestiti erogati da tale data; il 30 giugno 2022 per i prestiti oggetto di rinegoziazione. Il 30 giugno 2023 entreranno in vigore i principi attinenti al monitoraggio del credito.

[2] In realtà le banche non sono obbligate ad uniformarsi a detti orientamenti, valendo tuttavia il principio “comply or explain”, dovendo gli scostamenti essere motivati e circostanziati.

[3] A tal fine viene richiesta alla banca la verifica della coerenza tra il profilo di rischio (in termini di business model, strategia e flussi di cassa) dell’impresa affidata/da affidare e il risk appetite della banca stessa.

[4] Al momento per le micro e le piccole imprese la valutazione dell’impatto dei fattori ESG può anche essere condotta a livello di portafoglio, mentre per gli affidamenti associati a livello di maggiore rischio dell’impatto dei fattori ESG è richiesta una analisi più approfondita del business model.







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