Finanza innovativa: il dynamic discounting

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Finanza innovativa: il dynamic discounting

1920 750 Giovanni Pianca

PREMESSA – Già abbiamo parlato qui di finanza innovativa per le piccole-medie imprese, a proposito dell’invoice trading (chiamato anche “invoice discounting”).

Quest’ultimo strumento consiste sinteticamente in una “rivisitazione” innovativa di una forma assai tradizionale di finanziamento del capitale circolante: il factoring ovvero, per quanto attiene alla funzione di provvista di liquidità, l’anticipo fatture [1].

L’innovazione risiede nelle modalità operative di smobilizzo dei crediti commerciali: la fattura va “caricata” su una piattaforma digitale (quindi in “cloud”) che funge da vero e proprio marketplace, in cui a mezzo di aste competitive telematiche il credito viene “aggiudicato” al miglior offerente (tipicamente fondi).

E’ questo uno dei vari esempi della cosiddetta “fintech” vale a dire l’applicazione delle tecnologie digitali al settore del credito, dei servizi di pagamento e degli investimenti finanziari, che va diffondendosi anche in Italia.

 

IL DYNAMIC DISCOUNTING – Vediamone ora una ulteriore forma: il dynamic discounting (d.d.).

Pure in questo caso si tratta di una forma di finanziamento del capitale circolante.

 

CARATTERISTICHE – Nel d.d. il cliente propone al fornitore un pagamento anticipato in cambio di uno sconto sul valore nominale della fattura, proporzionale ai giorni di anticipo; quindi non è altro che uno “sconto cassa”.

Dove sta la particolarità? La tecnologia digitale fa sì che la combinazione tra dilazione di pagamento  sconto proposti dal cliente e accettazione del fornitore avvenga su un portale.

Il risultato è una gestione più strutturata e veloce di tale strumento, consentendo di ridurre al minimo le interazioni umane e quindi comprimendo i tempi.

Uno dei principali settori di diffusione del d.d., anche in Italia, è la GDO[2].

Si parla a tal proposito di “supply chain finance”, vale a dire di credito di “filiera”, intendendosi con ciò strumenti e soluzioni a cui un’impresa può accedere non soltanto in funzione delle proprie caratteristiche ma pure della posizione che essa occupa all’interno della filiera produttiva o distributiva (“supply chain”).

 

FUNZIONAMENTO – Operativamente l’impresa-cliente stipula un contratto con la società che gestisce la piattaforma di d.d..

Questo significa che chi si attiva per implementare un tale strumento è il cliente, non il fornitore.

Il primo, in base alle proprie esigenze finanziarie (ad es. quanta parte della liquidità disponibile dedicare a questo strumento e il tasso di rendimento target), sceglie quali imprese del proprio parco fornitori caricare sul portale e se raggruppare questi secondo determinati requisiti: frequenza di pagamento (mensile, trimestrale, o, soprattutto nella GDO, settimanale, infrasettimanale o giornaliera, ecc.), tassi di sconto, soglie di importo, ecc..

Una volta approvate le fatture dei fornitori queste saranno caricate e visibili sul portale a questi che potranno decidere se accettare o meno le condizioni proposte in termini di giorni di anticipo e di tasso di sconto. Il pagamento transiterà direttamente dal cliente al fornitore, il quale riceverà, a differenza dell’anticipo fatture, il 100% dell’importo “scontato”.

L’impresa-cliente tipicamente è libera di scegliere tanto quali fornitori “caricare” che le relative fatture.

Come detto il contratto è tra il provider della piattaforma e l’impresa cliente. Il primo verrà remunerato a “success fee”: sul delta tra importo nominale della fattura e importo “scontato” verrà applicata una commissione variabile, oggetto di negoziazione in sede contrattuale. Non sono previsti canoni fissi.

Ai fornitori, estranei al contratto, non vengono addebitate commissioni.

 

SIMILARITA’ CON L’INVOICE TRADING – Con lo strumento dell’invoice trading il d.d. ha quindi tre aspetti in comune:

  • nell’operazione non interviene una banca (quindi nasce come canale extrabancario);
  • l’incontro tra domanda e offerta si realizza su una piattaforma digitale;
  • non si tratta di una vera nuova forma di finanziamento, bensì di perseguire modalità più efficienti di finanziamento dell’impresa (“fin-” ) attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie (“-tech”).

 

VANTAGGI – Il d.d. presenta i seguenti vantaggi:

A) per il fornitore:

  • da un punto di vista finanziario, rispetto all’usuale strumento dell’anticipo fatture:
  1. è meno oneroso: al momento in cui si scrive i tassi effettivi globali medi validi per il 4° trimestre 2018 per finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale sono pari su base annua a:

– fino a 50.000 euro: 7,22%;

– da 50.000 a 200.000 euro: 5,11%;

– oltre 200.000 euro: 3,16%;

   contro un rendimento annuo al lordo della fee per l’impresa cliente del 4%;

2. l’operazione non comporta segnalazioni di sorta in Centrale Rischi in quanto non vi è esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e pertanto il gestore della piattaforma non è intermediario finanziario autorizzato iscritto all’albo di cui all’art. 106 del Testo Unico Bancario; ciò significa che a beneficiarne sono l’indebitamento (non vi saranno corrispondenti debiti verso banche per gli importi anticipati) e il rating creditizio del fornitore;

  • inoltre esso si distingue per una maggiore snellezza, non essendovi adempimenti amministrativi per il fornitore, che deve semplicemente scegliere se accettare il pagamento in base alle condizioni proposte (in termini di dilazione di pagamento e sconto) di una o più tra le sue fatture approvate dal cliente e dal medesimo caricate sul portale.

B) Per l’impresa cliente:

  • da un punto di vista finanziario agevola la gestione strutturata dell’investimento della liquidità in eccesso, consentendo rendimenti superiori alle alternative attualmente disponibili (si pensi a strumenti propri del mercato monetario quali i pronti contro termine, con il loro differente profilo di rischio e la tassazione al 26%) e migliorando così la marginalità aziendale;
  • facilita la fidelizzazione del parco fornitori, favorendo altresì l’onboarding process, non solo amministrativo, degli stessi.

 

 

Si ringrazia il dott. Paolo Pesenti di Findynamic s.r.l. per le informazioni rese sulle specifiche di funzionamento della piattaforma.

[1] In questa sede non ci si addentra affatto in argomentazioni giuridiche circa la configurabilità dell’anticipo fatture allo schema del mandato all’incasso o della cessione del credito.

[2] Le prime start-ups italiane dedicate al d.d. sono la Findynamic s.r.l. incubata nel milanese Polihub e Plusadvance, operative da pochi mesi.

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