Cash flow previsionale e castelletti s.b.f.

Cash flow previsionale e castelletti s.b.f.

Cash flow previsionale e castelletti s.b.f. 150 150 Giovanni Pianca

Riprendiamo quanto esaminato in merito alla costruzione di un cash flow previsionale per le piccole-medie imprese (PMI) con il supporto dell’IA, esaminando i rapporti tra cash flow previsionale e castelletti s.b.f..

Avevamo visto in precedenza ( Cash flow previsionale per le PMI: un approccio pratico ) che i dati necessari alla scopo possono essere recuperati tramite una architettura multi-sorgente, che potrebbe essere strutturata così:

LAYER 1: dati certi

(da gestionale via API – automatico)

 ↓

LAYER 2: dati in tempo reale

(da home-banking via PSD2 – automatico)

  ↓

LAYER 3: dati anticipati

(da email/CRM – semi-automatico)

   ↓

LAYER 4: correzioni/integrazioni

(input manuale spot – interfaccia di facile utilizzo)

  ↓

MOTORE IA

Con riguardo ai dati di origine bancaria, essi vengono recuperati in automatico tramite home-banking grazie alla normativa PSD2 (layer 2).

Occorre tuttavia tenere presente che tipicamente le PMI utilizzano castelletti al salvo buon fine (SBF) per lo smobilizzo del portafoglio commerciale. Qui sorge però un problema, che ha origine nella normativa dell’UE (se si vogliono evitare i dettagli di quest’ultima, si può passare direttamente al paragrafo “cash flow previsionale e castelletti s.b.f.: soluzioni alternative per accedere ai dati del portafoglio“).

La Direttiva PSD2 (“Payment Services Directive 2“) e l’accesso open banking al portafoglio SBF: cosa dice la normativa

La PSD2 si applica ai conti di pagamento, non ai “conti tecnici”. La normativa consente ai clienti delle banche, siano essi privati o imprese, di utilizzare provider terzi autorizzati per gestire i dati e accedere alle informazioni sui propri conti correnti online.

Tuttavia, la PSD2 non ha impatti sugli incassi domestici come MAV, bollettini bancari e Ri.Ba. (si veda Unicredit ). Questa è già una prima esclusione rilevante per il portafoglio SBF, che si basa proprio sulla gestione di Ri.Ba..

Il perimetro della PSD2 riguarda i conti di pagamento; il portafoglio SBF è invece un rapporto tecnico di credito/anticipo, non un conto di pagamento in senso stretto. Per questa ragione le banche italiane possono legittimamente escluderlo dall’accesso open banking PSD2, per i seguenti motivi:

1. natura del rapporto: il portafoglio SBF è una linea di fido e uno strumento di smobilizzo crediti commerciali, non un conto di pagamento. I TPP (Third Party Providers) possono operare direttamente sui conti correnti, previa acquisizione dello specifico consenso dei titolari. Gli istituti finanziari sono tenuti a garantire l’accesso ai TPP tramite apposite API (si rinvia a Mediocredito Centrale ). L’obbligo riguarda i conti di pagamento online (artt. 66-67 PSD2), non i rapporti di credito;

2. esclusioni esplicite della Direttiva: l’art. 3 PSD2 esclude dall’ambito applicativo diverse categorie, tra le quali le operazioni legate alla gestione di crediti commerciali che non costituiscono servizi di pagamento;

3. clienti imprese (non consumatori); il portafoglio SBF è riservato a soggetti diversi dai consumatori. Parte delle tutele PSD2 sono orientate principalmente alla protezione dei consumatori retail. Le imprese hanno spazio contrattuale maggiore per definire le condizioni di accesso;

4. accesso tramite conto corrente, non direttamente: il collegamento tra il portafoglio SBF e il conto corrente significa che un TPP può vedere i movimenti sul conto corrente (accrediti e addebiti legati all’SBF), ma non necessariamente la gestione interna del portafoglio (partite, distinte, scadenze, insoluti) che è un rapporto tecnico separato.

Cosa è invece accessibile via PSD2

La PSD2 regolamenta i servizi di pagamento come bonifici, carte di credito, carte di debito, MAV, RAV, addebiti diretti SDD e conti correnti (si veda Bper ).

Quindi un AISP (“account information service provider“) autorizzato, quale soggetto disciplinato dalla PSD2, potrà vedere sul conto corrente dell’impresa i flussi di cassa generati dall’SBF (accrediti a maturazione, addebiti per insoluti), ma la gestione del portafoglio in quanto tale rimane fuori perimetro.

Più precisamente occorre distinguere 2 piani:

1 — Regole di protezione degli utenti (diritti, rimborsi, trasparenza)

La PSD2 si applica a tutti i servizi di pagamento tra cui bonifici, addebiti diretti, carte di credito, debito e prepagate, portafogli elettronici e altri pagamenti via internet per una sintesi si rinvia a Unicredit ). MAV, RAV e Ri.Ba., intesi come strumenti di incasso sono ricompresi nella disciplina, nel senso che chi li gestisce deve rispettare obblighi di trasparenza e condizioni contrattuali previsti dalla direttiva;

2 — Open Banking (accesso ai conti da parte di TPP)

La PSD2 non ha impatti sugli incassi domestici come MAV, bollettini bancari e Ri.Ba. . Questo si riferisce specificamente all’obbligo di apertura delle API per i TPP: il diritto di accesso open banking riguarda i conti di pagamento online e non si estende ai flussi di incasso domestici o ai rapporti tecnici come il portafoglio SBF.

Pertanto le banche:

  • sono tenute a far funzionare MAV e Ri.Ba. secondo le regole PSD2 consentendo l’accesso ai TPP tramite apposite API (ovviamente previo apposito consenso dei titolari;
  • non sono obbligate ad esporre tramite API open banking i dettagli del portafoglio SBF ai TPP terzi.

Occorre verificare perciò i relativi contratti con le singole banche, poiché le condizioni contrattuali e le prassi interpretative possono variare da istituto a istituto.

Perché molti portali bancari non hanno PSD2 completo per l’SBF

Come visto sopra, il problema pratico è questo: le API PSD2 standard espongono movimenti e saldo del conto corrente, ma il portafoglio SBF insiste su un rapporto tecnico separato (il “conto anticipi”) che la maggior parte delle banche non espone tramite le API PSD2 obbligatorie. Questo significa che tramite open banking standard si può vedere che “oggi sono stati accreditati € 10.000 da anticipo SBF“, ma non si possono vedere:

  • le singole Ri.Ba. presentate nella distinta;
  • il castelletto accordato e quanto è utilizzato;
  • le scadenze delle singole partite;
  • gli insoluti in gestione;
  • lo stato (presentato / anticipato / scaduto);

Cash flow previsionale e castelletti s.b.f.: soluzioni alternative per accedere ai dati del portafoglio

Per ottenere questi dati servono quindi le seguenti soluzioni alternative:

Opzione 1 — web scraping del portale home banking

Si accede al portale web della banca simulando la navigazione dell’utente, estraendo i dati dalla sezione “portafoglio SBF” o “anticipo effetti”. È una soluzione tecnicamente fattibile ma con limiti importanti: le banche possono bloccarla in qualsiasi momento, viola spesso i termini di servizio, e richiede manutenzione continua ogni volta che il portale cambia grafica o struttura.

Opzione 2 — API CBI (Corporate Banking Interbancario)

Il CBI (Customer to Business Interaction) è il circuito interbancario italiano che alcune banche espongono per clienti corporate. Tramite il CBI Globe (la piattaforma open banking di CBI) alcune banche offrono API più ricche rispetto alla sola PSD2, includendo dati di portafoglio commerciale. Non è però universale: dipende dalla banca e dal contratto corporate sottoscritto.

Opzione 3 — export manuale strutturato

Questa è la soluzione più robusta per le PMI italiane nella pratica: l’impresa scarica periodicamente dal portale bancario il file con il portafoglio SBF (in formato CSV, Excel o XML SEPA) e lo importa nel sistema di cash flow. Meno automatica, ma affidabile al 100% e indipendente da qualsiasi vincolo tecnologico.

Opzione 4 — integrazione diretta tramite gestionale/ERP

Se il gestionale dell’impresa già dialoga con le banche (es. tramite modulo tesoreria di SAP, Zucchetti, TeamSystem, ecc.), quei flussi possono essere intercettati a livello middleware (cioè tramite applicazione intermedia) senza dover accedere direttamente alle API bancarie.

In sintesi:

metodo dati SBF completi automatismo affidabilità
PSD2 standard ❌ solo movimenti c/c ✅ ✅
web scraping ✅ ✅ ⚠️ fragile
API CBI Corporate ✅ ✅ ✅ (se disponibile)
export manuale ✅ ❌ ✅
middleware gestionale ✅ ✅ ✅

Pertanto in presenza di affidamenti bancari per lo smobilizzo del portafoglio commerciale (anticipi fatture e presentazione ri.ba. al salvo buon fine),  l’architettura multi-sorgente di raccolta dei dati per la costruzione di un cash flow previsionale viene pertanto ad essere modificata come segue:

SORGENTI DATI

GESTIONALE     HOME BANKING     EMAIL     CRM /ERP

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LAYER 1 — DATI CERTI
gestionale / ERP via API
· fatture attive & passive · anagrafica clienti
· scadenzario · prima nota / movimenti

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LAYER 2 — DATI IN TEMPO REALE
home banking via PSD2
· saldo c/c disponibile · movimenti & estratto conto
· accrediti SBF su c/c · addebiti insoluti su c/c

⚠ portafoglio s.b.f. — fuori perimetro PSD2
canale di accesso alternativo da scegliere:

A) API CBI CORPORATE B) EXPORT MANUALE CSV / XML c) MODULO TESORERIA ERP
[AUTO] ⚡ [SEMI] ? [AUTO]  ?
∙ CBI Globe API ∙ download portale ∙ lettura flussi sbf dal modulo tesoreria già attivo nel proprio gestionale
∙ castelletti in tempo reale ∙ CSV / Excel / XML SEPA
∙ distinte & partite ∙ import schedulato
∙ stati & insoluti ∙ universale (qualsiasi banca)
Vantaggi: in tempo reale, dati completi Vantaggi: zero dipendenze, sempre disponibile Vantaggi: integrazione nel flusso ERP esistente
Svantaggi: solo banche CBI, contratto corporate necessario Svantaggi: non è in tempo reale, azione manuale Svantaggi: serve modulo tesoreria

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LAYER 3 — DATI ANTICIPATI
Email · CRM · Ordini
· distinte SBF via email · ordini non ancora fatturati
· conferme d’ordine · pipeline vendite CRM
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LAYER 4 — CORREZIONI MANUALI
input spot · aggiustamenti
· pagamenti non ancora contabilizzati
· proroghe scadenze · override previsioni AI
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MIDDLEWARE (proprietà cliente)
· raccoglie dati da tutti 4 i layer
· adatta i formati sorgente tramite adapter specifici
· normalizza tutto in formato standard proprietario
· salva nel DB cliente (storico permanente, export aperto)
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MOTORE IA — CASH-FLOW
· piano previsionale 6 mesi · alert liquidità
· ottimizzatore castelletti · scoring insoluti
· cruscotto unificato · KPI in tempo reale

Questo per quanto attiene le modifiche da apportare alla architettura di raccolta dati per gestire i rapporti tra cash flow previsionale e castelletti s.b.f., vale a direin caso di esistenza di linee di credito per lo smobilizzo del portafoglio commerciale.

Vedremo in successivi passaggi come gestire tramite IA le uscite periodiche (rate di mutuo, noleggio, leasing, salari & stipendi, pagamento imposte e tasse, ecc.) ma soprattutto a che livello gestire vendite e acquisti con un orizzonte temporale che travalica quello degli scadenziari (layer 1) e degli ordini (layer 3); si tratta delle vendite e degli acquisti programmati come da budget.