➡ Come sono i Vostri rapporti con le banche con le quali lavorate ?
➡ Avete necessità di comprendere quali valutazioni effettuano le banche quando chiedete un finanziamento o quando lo rinnovano ?
➡ Vi chiedete in che cosa consiste il rating e come fare per migliorarlo?
Se avete voglia di approfondire questi importantissimi aspetti leggete tutta la pagina e alla fine avrete appreso in modo semplice alcune nozioni che Vi potranno essere utili nell’attività.
Lasciamo per ora perdere il caso dell’inizio di un’attività (in cui è prima necessario elaborare una “business idea” ed affinarla, individuando il mercato e la tecnologia di riferimento, punti di forza e di debolezza, minacce e opportunità, ecc.) e poi predisporre un dettagliato business plan.
Si badi tuttavia che il business plan è necessario o opportuno sempre, sia nel caso di imprese appena nate (start-up) che per progetti di espansione di imprese già costituite.
Concentriamoci invece sulle imprese già costituite e avviate.
PARLIAMO DEL FAMIGERATO RATING!
Il rating rappresenta la valutazione (in termini di punteggio, con termine anglosassone: scoring) espressa dalla banca sulla capacità di un soggetto, finanziato o da finanziare (vale a dire: affidato o da affidare), di onorare le obbligazioni contrattuali nei 12 mesi successivi.
Migliore è il “punteggio” assegnato alla Vostra impresa, maggiori sono le possibilità che il finanziamento Vi venga erogato e che si ottengano le migliori condizioni, pagando interessi più bassi.
Il rating non si può negoziare e la banca non è tenuta a comunicarlo.
Il rating viene rivisto periodicamente, almeno una volta all’anno.
Quindi è fondamentale capire quali sono gli elementi che determinano il Vostro rating e cercare di migliorarli.
Al momento c’è un sistema di valutazione unico (le banche più grandi hanno un sistema di rating elaborato internamente), quindi il rating della Vostra impresa può differire da una banca all’altra.
Sono tuttavia identici i 3 aspetti che vengono analizzati dalle banche:
1) aspetti qualitativi – reputazionali
Riguardano la Vostra esperienza, l’organizzazione, il radicamento sul mercato.
Vengono analizzati eventuali “eventi negativi” (cosiddetti “pregiudizievoli”) in capo all’impresa e ai soci/amministratori (es. protesti, fallimenti) oltre che eventuali collegamenti a gruppi aziendali.
Per migliorare tali aspetti della Vostra impresa, anche se piccola, è quindi opportuno
✅ pianificare l’attività strategica (e quindi sul medio-lungo periodo) anche attraverso la predisposizione e il costante aggiornamento del business plan;
✅ impiantare un sistema di controllo di gestione (che per una piccola impresa può essere anche snello, purché efficace);
✅ condurre una costante azione di programmazione e controllo finanziario, economico e fiscale (e quindi analizzando e programmando più volte all’anno l’andamento economico, finanziario e patrimoniale dell’impresa), attività questa che riverbera i suoi benefici effetti pure sul secondo e terzo gruppo di aspetti.
2) aspetti quantitativi
Gli aspetti quantitativi riguardano i bilanci e i principali indici di equilibrio.
Ecco gli indicatori più importanti che vengono analizzati dalle banche nel formulare il giudizio:
➡️ indice di capitalizzazione di un’impresa: esprime il rapporto tra risorse finanziarie immesse nell’impresa dai soci (capitale sociale) o generate dall’autofinanziamento (riserve di utili non distribuiti), che insieme costituiscono il capitale proprio da una parte e quelle ricevute dai finanziatori (capitale di terzi), dall’altra. Un’impresa è solida quando non è troppo indebitata con le banche. Per migliorare l’indice occorre, innanzitutto, che l’impresa sia redditizia, generando utili dalla gestione operativa (cosiddetto autofinanziamento), ma con il crescere dell’attività ciò sicuramente può non bastare, ed allora occorre programmare, se possibile, aumenti di capitale e versamenti in conto capitale;
➡️ il costo degli interessi bancari: se gli interessi passivi sui debiti bancari incidono sul fatturato più del 4% significa che l’impresa ha un eccessivo indebitamento. Se i margini operativi (ricavi operativi – costi operativi) non riescono a coprire il costo del debito (interessi passivi), l’impresa si espone a perdite e a probabili aumenti del costo del finanziamento bancario. Se i tassi di interesse sono alti occorre capirne la reale motivazione e impegnarsi a tentare di rinegoziare le condizioni;
➡️ l’equilibrio tra debiti a breve e debiti a medio – lungo termine: i debiti a medio – lungo termine devono coprire le immobilizzazioni che sono i beni che vengono impiegati durevolmente nell’impresa. In altre parole: i debiti bancari a medio-lungo termine (sostanzialmente: i mutui) devono finanziare le attività di lunga durata (impianti, macchinari, attrezzature, ecc. e, ovviamente, gli immobili dove viene esercitata l’attività) mentre le attività di breve periodo (sostanzialmente i crediti e le scorte) sono finanziati dai debiti bancari a breve (portafoglio commerciale – vale a dire affidamenti per presentazione di ricevute bancarie e anticipo fatture). Spesso invece accade (e quindi si vede dai bilanci) che le immobilizzazioni sono state finanziate con debiti a breve termine come gli scoperti di conto corrente e il portafoglio commerciale, generandosi così uno squilibrio in quanto ben difficilmente l’impresa riuscirà a fronteggiare i propri debiti: un debito bancario a lungo termine (come un mutuo) deve essere ripagato da un impiego a lungo termine;
➡️ rimanenze e crediti commerciali: sono due voci molto importanti. Le banche tendono a valutare negativamente un aumento dei crediti verso i clienti a parità di fatturato perché questo solitamente è dovuto ad un allungamento dei tempi di incasso (e/o alla presenza di crediti di difficile incasso). Infatti, posticipare l’incasso dai clienti a parità dei tempi di pagamento ai propri fornitori significa generare nel tempo una vera e propria crisi di liquidità. Piuttosto occorre sempre valutare la convenienza a concedere sconti a fronte di pagamenti più veloci, tenere basso il livello di rimanenze e assicurare i crediti commerciali (sebbene tale ultima attività presenti ancora costi elevati, specie per le piccole-medie imprese, poiché le società che assicurano i crediti commerciali di solito chiedono l’assicurazione di interi pacchetti di clientela, non di singoli clienti, o comunque calcolano il costo della copertura in percentuale sul totale dei crediti commerciali).
3) Gli aspetti che riguardano l’andamento dell’attività
I comportamenti a cui si deve prestare maggiore attenzione per avere un buon rating sono i seguenti:
➡️ I fidi vanno utilizzati secondo i modi e i tempi concordati. Innanzitutto utilizzare i fidi totalmente e per un tempo prolungato può essere visto dalla banca come un sintomo di difficoltà finanziaria, se non è motivato. Per questo occorre tenere sempre sotto controllo il l’utilizzo dei fidi e, qualora siano insufficienti, rinegoziarli con la banca.
Ad esempio i fidi per portafoglio commerciale (ricevute bancarie, anticipo fatture; sono i cosiddetti “autoliquidanti”) non andrebbero mai utilizzati per più del 70%-80% del loro importo; in caso contrario si crea una situazione di tensione finanziaria i cui motivi possono essere, in diverso ordine di gravità: il fatturato dell’impresa sta crescendo e gli affidamenti non sono più adeguati; i tempi di incasso si stanno allungando rispetto ai tempi di pagamento dei fornitori e quindi sta montando un problema di liquidità. Attenzione poi che utilizzare questo tipo di affidamenti per più del 70-80% aumenta di molto la probabilità che eventuali insoluti si riversino direttamente sul conto corrente, eventualmente provocando situazioni di scoperto di conto corrente.
➡️ Non eccedere con lo “scoperto di conto”. Lo scoperto deve servire unicamente per far fronte a necessità di cassa improvvise. Se diventa un’abitudine è necessario ricorrere a forme di finanziamento più idonee alle proprie necessità finanziarie, ad esempio un finanziamento a medio termine.
➡️ Rispettare il piano di rimborso dei mutui. Il mancato rimborso delle rate alle scadenze stabilite è segnalato in Centrale Rischi ed accende un segnale di allarme sulla solvibilità dell’impresa. È più opportuno avvisare prima la banca delle difficoltà e rinegoziare la rata del mutuo in relazione alla liquidità disponibile.
La Centrale Rischi è un servizio accentrato di informazioni sui rischi bancari gestito dalla Banca d’Italia che consente alle singole banche di conoscere le posizioni debitorie che i clienti hanno presso tutto il sistema bancario.
Le banche hanno l’obbligo di segnalare alla Centrale rischi sia le posizioni in sofferenza dei clienti, sia gli affidamenti pari o superiori a 30.000 euro.
➡️ Prevenire gli scoperti e gli sconfinamenti. Gli sconfinamenti e l’utilizzo dei fidi più di quanto del consentito vengono segnalati dalla banca e divengono visibili a tutto il sistema bancario attraverso la segnalazione alla Centrale Rischi. Da un punto di vista tecnico, una linea di fido superata da oltre 90 giorni è considerata da una banca come grave, tale da classificare l’impresa come a rischio di “default”.
Cosa fare allora?
✅ monitorare costantemente i saldi debitori bancari con particolare attenzione ai “fine mese” quando il “gioco” di incassi e pagamenti può comportare situazioni critiche;
✅ pianificare mensilmente le entrate e le uscite;
✅ accordarsi con alcuni Vostri fornitori per scadenzare le ri.ba. passive qualche giorno dopo il fine mese;
✅ presentare con un congruo anticipo la documentazione per il rinnovo dei fidi in scadenza.
Evitare gli insoluti dei clienti: quando le fatture anticipate o le ricevute bancarie al salvo buon fine non sono pagate dai clienti si manifesta un insoluto. Gli insoluti dei clienti peggiorano notevolmente il giudizio sulla Vostra impresa e rischiano di farvi sconfinare con il fido se non è abbastanza capiente. Cosa occorre fare? Si deve selezionare la clientela e presentare alla banca un portafoglio clienti affidabile e, soprattutto, se si prevede che il cliente non sarà in grado di pagare, richiamare in tempo gli effetti depositati in banca a garanzia.
Ricordate che un rating basso rappresenta una penalità molto pesante per la Vostra impresa e può essere la conseguenza di due criticità molto diverse tra di loro:
- debolezza strutturale, scarsa redditività, problemi sul mercato, squilibri nei finanziamenti;
- debolezza di comunicazione, legata alla scarsa capacità dell’impresa di fare capirela reale situazione economica e finanziaria e le potenzialità future.
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Siamo a disposizione per approfondire i temi di Vostro interesse e valutare la Vostra specifica situazione.